martedì 21 luglio 2015

Perchè flexDOM è innovativo

Perché FlexDOM è innovativo

1.       Il nuovo e-learning.
Quando si parla di e-learning, quasi sempre si fa riferimento ad approcci che potremo definire di tipo “formale”, basati cioè su un preciso programma formativo, con un inizio e una fine, una regia curata dall’ erogatore e uno scaffolding per i corsisti costituito dai tutor, dai materiali educativi, dalla presenza di esperti/specialisti, ecc. e ciò indipendentemente dall’uso di strategie di apprendimento individuale, assistito o collaborativo. In questo senso, tali approcci vengono indicati come di tipo “push”, proprio a significare che il fruitore è condotto (“spinto”) verso l’obiettivo formativo attraverso la proposta di una serie di attività corsuali, facilitate o meno dall’azione di tutor di rete. Sempre più spesso, però, l’esigenza di acquisire nuove conoscenze in tempi rapidi per far fronte a uno specifico problema professionale, poco si concilia con i tempi di attuazione di un programma formativo di tipo “formale”, caratterizzato e scandito da una serie di fasi canoniche quali l’identificazione dei bisogni formativi, la progettazione didattica, lo sviluppo di materiali di supporto (e-content), l’eventuale progettazione di attività collaborative online e l’erogazione finale dell’intervento.


E’ emersa nel tempo quindi la necessità di passare da una formazione “formale”, in cui l’erogatore assume un ruolo direttivo nei confronti di chi fruisce (anche quando mediato da materiali didattici), a una formazione “in pillole” dove invece le indicazioni sui contenuti da trattate vengono fornite in modo mirato e selettivo da chi ha l’esigenza formativa. Tuttavia, anche in questo caso, sebbene le indicazioni puntuali sui contenuti provengano dal diretto interessato, il processo formativo che ne consegue rimane ancora affidato alla cura di qualcun altro (un consulente, un mentore, un tutor, ecc.): di fatto, quindi, l’approccio formativo resta di tipo “push”. Inoltre va tenuto in considerazione che una formazione “in pillole” non sempre garantisce la massima rapidità d’intervento sul problema. Ecco quindi l’esigenza di trovare soluzioni di altro genere, in un certo senso meno “push” e più “pull”, legate cioè alla capacità del singolo di recuperare autonomamente .
La qualità di un sistema di e-learning, sotto queste condizioni, sempre più verrà ad essere misurata in termini della sua capacità di adeguarsi alle esigenze del fruitore, attraverso l’offerta di una pluralità di risorse e servizi, compresi quelli di tipo distribuito, e non necessariamente sviluppati per lo specifico processo di e-learning. E, a sua volta, la qualità didattica del sistema verrà valutata anche in termini di educazione del fruitore sia all’uso individuale di tali risorse e servizi sia alla capacità di rendersi autonomo nel provvedere alla propria formazione continua sullo specifico dominio di contenuti, una volta terminato il processo di e-learning o quando venisse a mancare lo scaffolding rappresentato dalla comunità professionale e/o di apprendimento di cui si fa parte. Uno straordinario supporto a tali processi è sicuramente offerto dall’abbinamento con le  tecnologie di gestione dell’informazione.  Possiamo citare sia le tecnologie specifiche del knowledge management/sharing sia quelle centrate sulla connotazione semantica dell’informazione, come ad esempio il semantic web 3.0.
Si sta quindi assistendo al superamento dell’approccio formale a vantaggio di quello informale, addirittura definito anche “casual”, il tutto favorito dall’avvento del device mobile, in crescita esplosiva negli ultimi anni.
Di conseguenza anche i sistemi classici di e-learning presenti sul mercato informatico si stanno rilevando non più appropriati, perché fondamentalmente troppo formali e rigidi.
Le caratteristiche che i nuovi di e-learning, devono avere, possono essere così sintetizzati:

-         Informali e  Personalizzati
-         Flessibili e di lunga durata
-         Centralità dell’utente
-         Ubiqui
-         Collaborativi/condivisi
-         Interoperabili

2.    Il prodotto flexDOM

FlexDOM è una piattaforma di knowledge management mobile e un software di content managment system per la realizzazione e gestione dei contenuti digitali , basata su tecnologia Cloud.  Quindi permette di prendere qualsiasi tipo di informazione, in ogni tipo di formato e renderla un oggetto ricercabile, argomentabile e fruibile in maniera informale e  personalizzata dall’utente mobile.
E’ fruibile mediante un’ App che affronta lo studio è la conoscenza di un argomento attraverso un approccio semantico, basato sull'aggregazione logica e semantica di oggetti multimediali digitali, navigabili in maniera intelligente.. Il sistema DOM permette di strutturare un qualsiasi argomento di interesse: isolare e/o produrre contenuti digitali elementari (pillole) di tipo multimediale, individuati da metadati e resi autoconsistenti. I contenuti vengono esposti mediante "pillole elementari" di conoscenza, costituite principalmente da oggetti multimediali (foto, filmati, grafici, ecc). La navigazione tra i dati può anche avvenire in maniera intelligente: digitando parole collegate all’ argomento di interesse a qualità dell'aria, l' App restituisce tutti i contenuti elementari collegati e correlati logicamente e semanticamente tra loro.
Possono essere  inserite alcune navigazioni di apprendimento predefinite, denominate Linee di apprendimento. E’ presente un CMS capace di inserire, ricercare e gestire ogni tipo di dato e contenuto multimediale secondo le logiche del web semantico. Dotato di un sistema intelligente capace di generare automaticamente collegamenti tra dati ed informazioni al di fuori dei tradizionali schemi di collegamento testuale e di indicizzazione del database, conferendo ad esso una logica concettuale (generazione dei metadati).
E’ presente un sistema di Learning Record Store (LRS) compatibile con gli standard Tin Can (experience API) di ultima generazione dotato di algoritmi per consentire una gestione dinamica ed efficace dei percorsi di conoscenza.  L’LRS è capace di tracciare i contenuti gestiti sulla base del singolo utente profilato e di aggregarli costruendo linee di apprendimento che navigano tra le pillole e tracciandone i percorsi.
Tutto ciò è perfettamente in linea con le innovazioni contenute nelle previsioni europee che ogni anno EdTech sintetizza nel mercato dell’e-learning.



Abbiamo cerchiato in rosso le caratteristiche, delle 12 previsioni di EDTECH per il 2014, che meglio coincidono con  la innovatività di FlexDOM:

3.         Widespread Adoption of BYOD (Bring Your Own Device) Strategies
5.         Mobile Casual and Informal Learning Apps
7.         Increased Use of Video and Immersive Learning Environments
8.         Emergence of Learning Record Store (LRS).

EdTech posiziona queste innovazioni, nel classico Hype Cycle. Anche in tal caso abbiamo cerchiato in rosso le tecnologie innovative già presenti in FlexDOM.
Dalla classica curva di sviluppo delle innovazioni, possiamo dedurre per FlexDOM:

-         LRS e TIN CAN sono ancora nella fase Trigger di ingresso nella curva innovativa, rappresentando effettiva una novità assoluta nel settore
-         BYOD Strategy, è oggi nel picco delle aspettative, rappresentando comunque ancora una novità non ancora consolidata
-         Il Mobile Learning è ormai diffuso come concetto, ma necessita ancora di consolidamento industriale.  

Possiamo concludere affermando che  il mercato del “Mobile Semantic Learning”, come quello del FlexDOM, sarà sempre più in crescita nei prossimi anni, favorito da:

-          device mobili sempre più diffusi e tecnologicamente avanzati
-          diffusione sempre più spinta delle tecnologie di cloud computing
-    aumento sempre maggiore della velocità e capacità trasmissiva delle reti di comunicazione. Oggi con la tecnologia 4G è possibile ottenere una velocità di 300 Mb/sec, sino a qualche tempo fa impensabile.
-          la unificazione del “computer personale” nel device mobile, secondo la tecnica BYOD che diventerà la tecnica dominante della condivisione delle risorse. Già oggi in alcune scuole, gli allievi vengono invitati ad utilizzare i propri device mobili in classe senza che la scuola ne metta a disposizione altri. Ciò sta avvenendo anche nelle aziende, dove a partire dal management e sempre più in basso nella gerarchia aziendale, i dipendenti cominciano ad utilizzare i propri device mobili per il lavoro a distanza e/o a casa.